Negli ultimi decenni grandi conquiste tecniche e conoscitive hanno enormemente diminuito la capacita' di intervenire nel processo riproduttivo. Da una parte gli interventi che mirano a controllare le nascite permettono di scindere la sessualita' dalla riproduzione e dall'altra le nuove tecniche riproduttive, applicate al trattamento della sterilitˆ rendono possibile la riproduzione senza sessualita'.

Oggi una nuova consapevolezza cambia i termini del desiderio di un figlio. Sempre piu' un figlio va deciso, va scelto, magari sospendendo un contraccettivo efficace. Anche se le nascite sono diminuite ci si aspetta che chi si sposa faccia almeno un figlio; sono ancora forti le convinzioni che una famiglia sia tale solo se ci sono dei figli e che il figlio sia la base piu' concreta di identificazione della coppia.

Ma un figlio puo' anche essere temuto: sino a ieri il figlio e' stato per la donna una conferma della propria identita', della propria immagine sociale; oggi puo' invece significare la perdita di un ruolo sociale lavorativo spesso faticosamente conquistato. Nella tradizione popolare i figli venivano mandati da Dio o dalla Provvidenza, non erano quindi programmabili.

La conflittualita' esplode oggi perche' bisogna scegliere, decidere e la sterilita' puo' essere letta anche come segno delle contraddizioni che stiamo vivendo.In una societa' dov l'uomo controlla sempre di piu' la sua vita la sterilita', anche di pochi mesi diventa inaccettabile.